“Faccio o “Sono” un Coach?

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Molto spesso mi sento domandare: “Ma perchè fai il Coach?”….”Che cosa fai come Coach?”….

Domande che tutte le volte mi spingono ad una riflessione.
Quale potrà essere la risposta giusta?
Che cosa si aspetta il mio interlocutore?

E tutte le volte inizio a cercare una risposta che sia la più “sincera” e la “meno formale”.

Eppure, ormai, dovrei essere allenato….
Avrei dovuto aver imparato la lezione….

Invece mi trovo in imbarazzo; ho paura di dire un qualcosa che sia più  ”formale” che di “cuore”.

Ecco, forse il segreto sta proprio nell’ascoltare cosa mi dice il mio “cuore”, ed allora quello che sento è che : IO NON FACCIO il COACH, ma SONO un COACH!

OK, sono un Coach, e quindi?
Che cosa mi porto a casa nell’essere e non nel fare?

Sicuramente una coerenza con me stesso, ma soprattutto il piacere di poter “vivere” una professione che oltre a dare mi fa ricevere molto : ricevo tutte consapevolezze che il mio “Partner”, (io chiamo così i miei Coachee), mi “restituisce”, ricevo tutti i processi mentali che il mio  ”Partner” mette in “gioco” in ogni sessione, ricevo i successi che il mio  ”Partner” si porta a casa.

Certo la competenza tecnica nella gestione di una sessione di coaching è fondamentale, ma la differenza sta proprio nel viverla con il “cuore” e quando c’e’ il “cuore”c’e’ una cosa importante si è ben disposti a dare : “IL BENVENUTO”.

“IL BENVENUTO”, quell’ingrediente segreto che da’ sapore alle cose, e che fa la differenza nel riuscire ad esprimete tutta l’attenzione, accettazione, disponibilità nei confronti del proprio “Partner”.

Questo è il mio ESSERE COACH : vivere la mia professione con
“CUORE” & “BENVENUTO“.